Il Consiglio di amministrazione dell’Autorità Portuale delle Isole Baleari ha approvato un’ordinanza portuale volta a migliorare la qualità dell’acqua nei suoi porti, pubblicata nel BOE n. 64 del 15 marzo 2025. La norma vieta espressamente l’utilizzo di sistemi di depurazione dei gas di scarico a ciclo aperto (scrubber) all’interno delle acque portuali, e impone loro di operare in modalità chiusa o ibrida, inviando i rifiuti ad impianti di terra autorizzati.
Questa iniziativa si inquadra negli obiettivi strategici di sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale dell’attività portuale, e trova la sua base giuridica nel Testo Unico della Legge sui Porti Demaniali e sulla Marina Mercantile (RDL 2/2011), nonché nella normativa ambientale applicabile, tra cui la Convenzione MARPOL e il Regio Decreto 817/2015 sulla qualità delle acque superficiali.
L’ordinanza si distingue per il suo approccio preventivo e per l’applicazione del principio di precauzione di fronte a possibili effetti cumulativi di inquinanti non ancora pienamente valutati, in ambienti marini particolarmente sensibili come quelli della costa delle Baleari. Allo stesso modo, rafforza il controllo operativo sulle navi che fanno scalo nei porti APB, richiedendo specifiche dichiarazioni e registrazioni documentali sui sistemi utilizzati e sulla gestione dei rifiuti.
Si tratta di un esempio rilevante di regolamentazione ambientale portuale a livello locale, con un potenziale effetto deterrente su alcune pratiche inquinanti, che rafforza la coerenza tra la pianificazione portuale e gli obiettivi di protezione dell’ambiente marino.

