La registrazione del tempo della giornata lavorativa.
Il 12 marzo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato (di seguito “BOE“) Regio decreto legge 8/2019, sulle misure urgenti di protezione sociale e la lotta alla precarietà del lavoro durante la giornata lavorativa (di seguito, “RDL 8/2019“).
Tra le altre misure, il RDL 8/2019 stabilisce l’obbligo di registrazione della giornata lavorativa per tutti i lavoratori.
Infatti, il RDL 8/2019 aggiunge una nuova sezione all’articolo 34 del regio decreto legislativo 2/2015, del 23 ottobre, che approva il testo unico della legge sullo statuto dei lavoratori (di seguito, “E.T.“), con il seguente contenuto:
“L’aziendagarantirà la registrazione giornaliera della giornata, che deve includere ilorario di inizio e fine specifico della giornata lavorativa di ciascun lavoratore, ferma restando la flessibilità oraria stabilita nel presente articolo. Attraverso la contrattazione collettiva o un contratto aziendale o, in mancanza di questo, una decisione del datore di lavoro previa consultazione dei rappresentanti legali dei lavoratori nell’azienda, questo registro delle giornate lavorative sarà organizzato e documentato. L’azienda conserverà i registri di cui al presente provvedimento per quattro anni e resterà a disposizione dei lavoratori, dei loro rappresentanti legali e dell’Ispettorato del lavoro e della previdenza sociale.”.
Prima dell’entrata in vigore del presente RDL 8/2019, la registrazione dell’orario della giornata lavorativa era obbligatoria solo nei casi di orario di lavoro a tempo parziale, con l’obbligo per le aziende, nei confronti dei lavoratori a tempo pieno, di registrare solo le ore di straordinario effettuate tramite registrazione.
Ora, come si vede, la registrazione obbligatoria dell’orario di lavoro riguarda tutte le aziende e tutti i lavoratori (ad eccezione di alcuni casi molto specifici).
Per quanto riguarda le modalità specifiche per la registrazione giornaliera della giornata, la norma non stabilisce una modalità specifica o predeterminata, pertanto in linea di principio è valido qualsiasi sistema o mezzo idoneo a raggiungere l’obiettivo legale.
Parimenti sono previste sanzioni per il mancato rispetto dell’obbligo di verbalizzazione dell’orario di lavoro di ciascun lavoratore, con multe da 626 a 6.250 euro.
L’obbligatorietà della registrazione degli orari è entrata in vigore lo scorso 12 maggio, provocando incertezze sulla sua applicabilità a determinati gruppi, alcune denunce all’Ispettorato del lavoro e, più in generale, alcuni dubbi sull’efficacia della misura per il raggiungimento degli scopi del RDL 8/2019.
In Araújo&Benetti offriamo consulenza specializzata alle aziende e ai lavoratori per qualsiasi domanda o dubbio riguardante questa nuova misura.


